Immigrazione e accoglienza: regole chiare dentro e fuori l’Unione

In un mondo sempre più globalizzato l’immigrazione non può più essere vista solo come una minaccia, ma deve essere considerata come una risorsa fondamentale per lo sviluppo e la crescita dei Paesi verso cui è orientata. In questo senso occorre promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione lungimirante, che sia però basata su regole chiare e percorsi di integrazione che permettano una convivenza pacifica nel rispetto delle nostre radici culturali e religiose. Una migliore regolazione dei flussi migratori stabilita su base europea rappresenta il primo passo in questa direzione.

Sul fronte dell’immigrazione clandestina occorre attivare misure concrete per proteggere la frontiera più esposta ai flussi migratori illegali: quella del Mediterraneo meridionale. Questa frontiera, che non può essere semplicemente considerata italiana e pertanto individuata come problema esclusivo del nostro Paese, deve essere protetta dall’Unione nel suo insieme. Per questo motivo, come ben chiarito dal programma del Nuovo Centrodestra, bisogna chiedere all’Europa un maggior impegno in questo ambito, che coinvolga tutti i Paesi membri. Un primo modo con cui Bruxelles potrebbe dimostrare la sua vicinanza potrebbe essere lo spostamento della sede Frontex, l’agenzia europea che si occupa della protezione dei confini dell’UE  – che oggi ha sede a Varsavia – in Italia.

Accanto alle misure di difesa comune dei confini europei occorre inoltre sviluppare misure più semplici e veloci per individuare coloro i quali posseggono i requisiti per ottenere il diritto di asilo. Oggi, infatti, le migrazioni che provengono dal nord Africa non sono più costituite solo da “migranti economici”: i due terzi di coloro che sbarcano sulle nostre coste richiedono asilo per motivi umanitari. A queste persone che arrivano in Europa per sfuggire a guerre e massacri in corso nei loro Paesi di origine bisogna dare risposte immediate, che non possono richiedere mesi o anni come attualmente accade.  Coloro che cercano di entrare illegalmente nel nostro Paese devono essere ricondotti nei paesi d’origine, ma coloro che invece hanno diritto alla protezione internazionale e posseggono i titoli per ottenere asilo devono essere accolti dall’Europa, e non solo dall’Italia. E’ infatti impossibile pensare che le decine di migliaia di persone che arrivano ogni mese nel Vecchio Continente attraverso il Mediterraneo possano essere gestite unicamente dal nostro Paese, e per questo su questo tema serve un impegno chiaro dell’Unione Europea.

 

 

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