Politiche per la famiglia: più conciliazione e attenzione per le donne

 

La scarsa disponibilità e accessibilità di servizi pubblici per l’infanzia e per gli anziani rende molto difficile conciliare responsabilità lavorative e familiari. A peggiorare la situazione c’è anche il fatto che la maggior parte delle aziende sono ancora organizzate in base ad una prospettiva prettamente maschile: la quota di donne che devono abbandonare il lavoro quando sono incinte o quando nasce un figlio resta elevata, il ricorso ai congedi parentali è scoraggiato. L’altro grande ostacolo è il costo economico dei figli, non adeguatamente controbilanciato da sgravi fiscali e servizi pubblici.

La creazione di un welfare e di un mercato del lavoro più amichevole per le donne deve imporsi come una delle priorità più urgenti a sostegno delle famiglie. Vi sono molte misure di sostegno che potrebbero essere applicate velocemente e spendendo poco o nulla: nuove regole sull’organizzazione del lavoro o sui periodi e orari di apertura degli uffici pubblici, degli asili, delle scuole; un pacchetto piú incisivo che preveda fiscalità premiale, asili, congedi parentali. Queste misure comporterebbero costi meno onerosi per la finanza pubblica e un maggiore benessere per le famiglie.

Risorse per lo sviluppo di progettualità più complesse a livello europeo si potrebbero ottenere dalla semplificazione della burocrazia e della macchina amministrativa dell’Unione, operando ad esempio tagli mirati sui costi inutili. Eliminare la doppia sede del Parlamento Europeo, oggi diviso tra Bruxelles e Strasburgo, ed evitare la duplicazione di attività svolte contemporaneamente da più agenzie ed organismi comunitari, potrebbero rappresentare una via interessante da seguire.

 

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