A proposito di elezioni

Anche stavolta non mi sono tirata indietro. Anzi, ho raddoppiato gli sforzi.

Sarò infatti candidata sia in Regione con la lista a sostegno di @Giorgio Gori, sia al Senato con Beatrice Lorenzin. Per quelli che negli ultimi mesi mi sono stati vicini queste scelte appariranno quasi naturali, frutto di un lungo percorso di riflessione e confronto iniziato da più di un anno. Ma in tanti altri immagino sorga la domanda “Perchè?”.

Partiamo dalla Lombardia. Siamo la più grande regione d’Italia, una regione operosa, produttiva e ricca di eccellenze e che per anni ha fatto scuola su sussidiarietà, libertà di scelta ed efficienza grazie alla lungimiranza politica di chi l’ha amministrata. In questi cinque anni di governo a trazione leghista, nonostante tante aspettative, molto di tutto questo mi pare sia andato perso. I risultati sono stati modesti e, anzi, in molti casi si sono fatti passi indietro rispetto al 2013.
In questo frangente storico credo che Giorgio Gori sia la persona giusta per ridare slancio alla Lombardia. Ha competenza, passione ed entusiasmo. Ha un programma liberale, riformista e attento a ciò che ho sempre messo al centro della mia azione politica: le persone. Inoltre, e questo non mi pare assolutamente scontato, Gori è l’unico che parla di e alle donne. E parlarne significa riflettere di famiglia, di giovani e di anziani, di lavoro e, soprattutto, di conciliazione tra tutti questi aspetti. Le donne sono il fulcro di mondi fondamentali per il nostro futuro e sono un valore aggiunto di cui tanti si sono dimenticati in questi anni. Penso che Gori sia il presidente giusto per una Lombardia migliore per tutti, una Lombardia che negli ultimi cinque anni ha vissuto della rendita politica degli anni precedenti, ma che ora ha bisogno di un cambio di passo.

E poi è arrivata la proposta di candidarmi con Beatrice Lorenzin, nella lista di Civica Popolare, al Senato. Ho detto si perché è una donna preparata, determinata, concreta, che punta dritto ai risultati per il bene di tutti, senza timori, senza fronzoli e senza promettere ciò che sa già non potrà mantenere. Lo ha dimostrato nel corso degli ultimi cinque anni come ministro della Sanità in tante battaglie e decisioni difficili che si è trovata davanti. L’ultima, forse la più importante, è quella sui vaccini dove sta combattendo l’ignoranza scientifica, ribattendo colpo su colpo alle affermazioni di leader populisti che non hanno a cuore la salute delle persone e mentono sapendo di mentire solo per ottenere consensi elettorali.
Viviamo un tempo in cui si presentano sempre di più problematiche difficili e complesse che richiedono soluzioni pragmatiche e non ideologiche e il più possibile condivise nell’interesse di tutti. Credo perciò che sia in questa direzione che chi amministrerà la regione e il Paese dovrà operare.

Quanto a me, chi mi conosce sa che sono e resterò moderata nei contenuti, nelle azioni e nei toni, in politica come nella vita. Nel mio operare sia in ambito sociale che politico mi sono sempre ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e ogni volta che mi è stato possibile mi sono adoperata per il perseguimento del bene comune. Nelle parole e nei fatti. La prima coerenza verso me stessa e la mia storia politica e umana e verso coloro che mi hanno sempre sostenuto in questi anni accordandomi la loro preferenza credo sia quella di tenere fede a questo mio modo di essere. Un’amica, commentando la mia scelta, mi ha detto che per me la politica “é un battito del cuore”. Credo sia proprio così. E anche questa volta ce lo metterò tutto.

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