Intervento di presentazione liste e programma amm.ve 2017

Come sono nate

Le liste, Alternativa Popolare e Giovani Popolari, sono composte di persone che si sono avvicinate a noi in questi anni e che hanno seguito il lavoro fatto da me e  Luciano in consiglio comunale , qualcuno da più tempo e qualcun altro da meno, e che ci stimano come persone. E’ fatta anche di persone che abbiamo coinvolto in tempi più recenti, ma che hanno apprezzato il progetto che abbiamo proposto loro e che hanno deciso di coinvolgersi direttamente “mettendoci la faccia”, come si è soliti dire.  Alcune conoscevano solo Luciano, altre solo me, ma da subito si è instaurato un clima positivo, di simpatia e rispetto reciproco che si è subito tramutato in solidarietà e collaborazione e ha dato vita a una vivace voglia di fare, di costruire.

Direi che queste persone incarnano bene  il motto col quale è stato presentato il nuovo nome del nostro partito il 18 marzo scorso a Roma ,“IL CORAGGIO DI COSTRUIRE. INSIEME”, perché decidere di mettersi  in gioco per contribuire positivamente a costruire, insieme, un futuro per la propria città e per coloro che ci abitano, ci lavorano o semplicemente ci vengono per i più svariati motivi, richiede veramente coraggio in un tempo in cui la tendenza di gran parte delle persone è quella di non coinvolgersi mai direttamente, ma di criticare sempre tutto e tutti,  tranquillamente seduti sul divano di casa propria. Se già il coinvolgersi in un lavoro a vantaggio del bene comune richiede coraggio, ci vuole ancora più coraggio a farlo sotto il simbolo di un partito in un tempo in cui l’antipolitica la fa da padrone e dove utilizzare un simbolo di partito sembra un atto anacronistico e quasi da untori, come se si appestasse chissà cosa……..

Ma un partito non è questo. Un partito, nella nostra concezione, è ancora una fucina di idee, di proposte, di progetti messi in gioco nell’interesse di tutti, ma portati avanti in nome di una visione della realtà che si colloca in un alveo di pensiero ben preciso.

Queste persone sono persone comuni, normali, che svolgono professioni diverse,  appartenenti a varie fasce d’età, con interessi diversi, ma tutte accomunate dalla voglia di mettersi in gioco per la propria città. Sono persone che per professione o per capacità di relazione loro proprie sono abituate a stare con la gente, ad ascoltarne i pensieri, i bisogni, le esigenze, le aspirazioni così come le lagnanze. Sono persone che proprio per questa capacità di ascolto hanno deciso di essere propositivie e ci hanno aiutato a stendere il programma andremo ad illustrare.

Note al programma

Come ho accennato in precedenza presentando la lista, il nostro programma è nato dai contributi di tutti noi candidati e di altri che, pur non essendo candidati, hanno voluto partecipare alla sua stesura. Abbiamo cercato di tradurre le varie istanze che sentiamo emergere dal tessuto sociale ed economico cittadino con cui quotidianamente veniamo in contatto e di cui ciascuno di noi si è fatto tramite, in azioni concrete.

Questo nostro programma potrà sembrare semplice, persino ovvio in certe proposte, ma l’esperienza che io e Luciano abbiamo avuto modo di fare in questi anni in consiglio, prima in maggioranza e poi in minoranza (esperienza che io mi sento di definire “fortunata”, perchè vedere le cose da differenti angolazioni ti fa capire molto di come si amministra una città, fa essere meno presuntuosi, fa avere più chiaro lo scopo di tanta fatica e tanto impegno – …. perché la fatica e l’impegno del consigliere, se fatto come si deve, è grande…-, scopo che non è altro che il mettersi a disposizione del bene comune su qualsiasi lato della barricata ti trovi, scopo grazie al quale capisci che le diverse posizioni che portano a votare sì o no dovrebbero essere dettate da visioni diverse di una stessa azione di governo e non da pregiudizi che spesso, anziché fare il bene dei cittadini producono l’effetto opposto). Noi in questi anni abbiamo cercato di fare questo.

Questa esperienza, dicevo, ci ha portato a capire che i programmi e le azioni che si intraprendono per realizzarlo spesso perdono di vista la realtà per incidere sulla quale vengono posti in essere e fanno perdere di vista anche la concretezza necessaria che serve per poi realizzare quello che si propone, soprattutto quando ci si fa prendere la mano dalla campagna elettorale.

Questo non significa volare basso, anzi, tutt’altro. Legnano ha bisogno di grandi progetti per assumere un ruolo essenziale all’interno sia della città metropolitana che dell’Altomilanese; una progettualità di questo tipo negli ultimi anni è molto scemata, e questo a nostro parere non solo per mancanza di risorse economiche.

Legnano quindi ha bisogno di progetti a lungo termine che non è detto che verranno realizzati da chi li ha ideati e proposti, ma ha bisogno anche di estrema concretezza, ha bisogno di guardare ai problemi ordinari (come le buche nelle strade, i cestini per i rifiuti, le manutenzioni ordinarie, in centro come nelle periferie) che possono e devono essere risolti in tempi brevi. Come ha detto uno dei nostri ragazzi in una battuta “Straordinari nell’ordinario”. Ha bisogno anche di ascoltare le istanze che provengono dal basso, da chi la città la vive nel quotidiano, la ama e ci vive bene, nonostante tutto, per cui la vorrebbe sempre più fruibile e al meglio.  Ha bisogno di valorizzare, implementare, facilitare chi già si impegna per rendere migliori i servizi, la convivenza, gli svaghi in una logica sussidiaria.

Abbiamo cercato di tradurre tutto questo nel nostro programma che, come qualcuno ci ha fatto notare, non sarà un monumento di “organicità strutturale”, ma che dice molto di noi. Infatti noi non siamo politici professionisti, ma operai della politica. Per questo abbiamo voluto mettere a commento del programma questa frase alla quale io sono molto affezionata e che anche gli altri hanno condiviso “Questi in realtà, sono pensieri d’ogni uomo in ogni epoca e ogni luogo, non nascono con me: / se non son vostri quanto miei non sono niente” (Walt Whitman)

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