Pinocchio e i suoi amici

In questi giorni sta girando in maniera “virale” tra le associazioni legnanesi – in realtá non tutte, ma solo tra quelle selezionate con cura – un opuscolo costituito da ben 58 slide dal titolo “Legnano che cambia. Fatti, risultati e progetti realizzati dalla giunta del sindaco A. Centinaio nei corso dei primi due anni e mezzo di governo della cittá”.
Gira via e-mail. Se vi capita casualmente di ritrovarvelo nella casella di posta elettronica occhio a scaricarlo; é talmente pesante che se non siete sotto copertura Wi-Fi rischiate di giocarvi tutto il credito di traffico internet di un intero mese,  con relativi costi aggiuntivi …e conseguenti imprecazioni.
É preceduto da una introduzione a firma del primo cittadino che precisa che nel “lavoro di rendicontazione” non sono state volutamente inserite le attività ordinarie e neppure “i numerosi progetti in cantiere”, ma solo i “nuovi progetti rilevanti che sono stati iniziati e conclusi e le nuove iniziative ufficialmente avviate e in pieno svolgimento”. Bontà sua (loro), altrimenti, per scaricare tutto, altro che il traffico internet di un mese…!
Non é nostra intenzione stare a fare polemiche puerili sulla effettiva paternità di quanto descritto nel “lavoro di rendicontazione”, anzi, apprezziamo il fatto che la nuova giunta abbia deciso di proseguire la maggior parte delle iniziative giá progettate, intraprese e finanziate dalle precedenti amministrazioni. Questo sta innegabilmente a dimostrare che tali iniziative erano e sono opportune e utili per Legnano e i suoi cittadini e perció meritevoli di essere continuate. Peró spacciarle per “progetti iniziati e conclusi” da questa giunta ci sembra, oltre che scorretto, intellettualmente poco onesto e poco, ma proprio poco, trasparente (ma come, la trasparenza, il cavallo di battaglia, trattato in questo modo…?!)
Qualche esempio in ordine di apparizione e non di importanza.
Il progetto di recupero delle fonderie ex Tosi? Risale all’amministrazione Vitali.
Ikea e Cromos? Le contestazioni furono iniziate dalla giunta Vitali. Questa amministrazione ha tergiversato a lungo prima di intraprendere le iniziative in corso (meglio tardi che mai….).
L’isola fluviale al Castello? Fu finanziata con un milione di euro dalla giunta Cozzi e il progetto fu iniziato e continuato dall’amministrazione Vitali.
Piattaforma ecologica, contratti agrari di Mazzafame e San Paolo, impianto di compostaggio, cablaggio cittá, gara ambito gas?  Amministrazione Vitali.
La bretella della SP 12 per il nuovo ospedale? Fu progettata e finanziata dall’amministrazione Vitali, come anche il progetto di riqualificazione del Sabotino (giá pronto e modificato almeno tre volte, ma purtroppo legato parzialmente a realizzazioni di privati). Che dire del Piano Generale del Traffico? Giá bello e pronto prima del 2012, e solo votato (con qualche piccolo emendamento, giusto per dire di averlo rimaneggiato) sotto la nuova amministrazione. Il centro cottura? Finanziato, progettato e iniziato da Vitali. La nuova amministrazione lo ha inaugurato. La riqualificazione del Castello e la destinazione di parte di esso a spazi espositivi? Inizió addirittura sotto la giunta Turri e fu continuata dalle giunte Cozzi e Vitali. Il progetto di riqualificazione del vecchio ospedale e l’Azienda speciale per i Servizi Sociali? Pure. La RSA di Mazzafame? Progettata da Cozzi, finanziata e assegnata da Vitali.
E che dire del nuovo Teatro? Acquistato e finanziato grazie anche alla donazione della generosa famiglia Tirinnanzi; l’allora minoranza, che oggi ci governa, ci massacró con critiche di ogni genere per averne intrapreso il restauro, salvo pavoneggiarsi ora dell’iniziativa organizzando anche visite guidate per mostrare alla stampa l’avanzamento dei lavori del teatro e preannunciandone l’inaugurazione entro il corrente anno!
In pratica, usando una metafora ciclistica, chi ci governa fa come il ciclista che “ciuccia” la ruota a chi ha tirato tutta la corsa e scatta solo all’ultimo momento tagliando il traguardo in volata e arrogandosi tutto il merito. La vittoria é sua – si fa per dire – ma sarebbe mai arrivato a concludere senza approfittarsi di chi ha fatto fatica al posto suo?
A questo punto anche la sciura Maria, legnanese, donna semplice e pragmatica, si pone la domanda: ma alura, chesti chi s’han fa fin a mó?!
In effetti, se sottraiamo dalla particolareggiata rendicontazione tutto quello che é stato appena elencato (sul capitolo Amga no comment; ci é stato detto che ci sta lavorando la magistratura, allora lasciamola lavorare, dato che tutti siamo interessati a sapere come stiano veramente le cose), restano il patto di coesione sociale, l’adesione a una miriade di patti e tavoli di lavoro, regolamenti di ogni genere, il registro delle unioni civili (dimenticato nella rendicontazione, forse perché, oltre che inutile, anche indigesto a parte della maggioranza), l’applicazione delle tasse al massimo delle aliquote previste (anche queste escluse dall’elenco confidando in un’amnesia collettiva da parte dei legnanesi che le hanno gradite quanto un cactus al posto del materasso), la perdita anche dell’ultimo presidio giudiziario costituito dall’Ufficio del Giudice di Pace (altra amnesia), il bilancio partecipativo (per il quale i termini di scadenza per la presentazione delle proposte da parte dei cittadini é stato spostato ben tre volte, dato che non ce n’erano), le cinque case dell’acqua, le “opere in Comune “nel periodo natalizio (gentilmente prestateci da terzi, salvo costo del restauro dell’opera di turno offerto dai cittadini legnanesi) e poco altro di rilevante importanza per una cittá come Legnano.
Insomma, siamo in presenza di una furba operazione di marketing condotta nel sottobosco, una sorta di vendita porta a porta lontana dai canali istituzionali (infatti ai consiglieri comunali non é stato certo inviato….). Peccato che ció che si “vende” per la maggior parte non sia “Made in Centinaio”.
Legnano sta cambiando, questo é vero, se in peggio o in meglio il giudizio spetta ai cittadini. Quel che é altrettanto vero é che i commenti che si sentono girando per la cittá non sono molto lusinghieri, che l’indice di gradimento di questa amministrazione é in costante calo e questo opuscolo sembra un tentativo della stessa di rifarsi il look. Peccato peró sia mal riuscito.
Infatti le bugie hanno le gambe corte e molto spesso anche il naso lungo.

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