Meeting di Rimini da LegnanoNews

Meeting di Rimini: la testimonianza di Daniela Colombo

 

Per Daniela Colombo, ma anche per tanti altri legnanesi, l’annuale Meeting di Rimini è un appuntamento al quale diventa impossibile mancare. Come in passato, anche quest’anno la consigliera comunale del NCD è presente e ci offre una collaborazione per la quale ringraziamo con sincera gratitudine. Di seguito, il suo primo racconto sul significato del titolo di questa edizione, perché i titoli del Meeting non sono mai molto “semplici” e la stampa, normalmente, non assegna loro quella importanza che invece meritano. 


“Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo”, è il titolo della 35^ edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli che ogni anno si tiene a Rimini.

É per me un appuntamento consueto ed un evento importante, al quale anche quest’anno sono riuscita ad intervenire per qualche giorno.

Il periodo storico in cui ci troviamo è estremamente complesso; problemi irrisolti e nuove sfide riempiono l’orizzonte di ogni uomo. La crisi della cultura occidentale e l’evidente incapacità degli adulti di assumersi responsabilità e di educare, lo smarrimento del senso della vita e l’inquietante solitudine di tanti, l’insicurezza dell’economia globalizzata e lo spettro di nuove speculazioni finanziarie, la migrazione di interi popoli alla ricerca di un’ultima speranza, il futuro lavorativo incerto di milioni di giovani e meno giovani, il dramma di paesi alla ricerca della libertà, la violenza sofferta sempre più tragicamente dalle comunità cristiane nel mondo sono solo alcuni esempi.

Quello di quest’anno è quindi un Meeting dedicato all’uomo, al suo cuore, all’irriducibile desiderio di bene che lo costituisce e che non smette di gridare neppure nei contesti più difficili e contraddittori, come si puó vedere in questi tempi drammatici per le sorti del mondo. Vuole raccontare il potere del cuore, con le sue domande di felicitá, di giustizia, di amore e di bellezza, che permette all’uomo di vivere dentro il dramma, dentro le difficoltà delle “periferie umane”. Sí perché le periferie, come ha ricordato Papa Francesco, «non sono soltanto luoghi, ma anche e soprattutto persone. Non solo quelle geografiche, ma anche quelle esistenziali: quelle del mistero del peccato, del dolore, dell’ingiustizia, quelle dell’ignoranza e dell’assenza di fede, quelle del pensiero, quelle di ogni forma di miseria».

Il Meeting di quest’anno vuole mostrare proprio queste periferie, facendo incontrare a chi lo visiterà persone per le quali la realtà è innanzitutto qualcosa da guardare e da abbracciare e non da combattere, un misterioso “dato” da cui lasciarsi provocare, persone che, pur nelle loro diversità di culture e tradizioni, riconoscono che la realtà rappresenta un bene e che l’altro è un’occasione attraverso cui il destino non lascia solo l’uomo e si fa presente anche oggi, consentendogli di vivere un’esperienza di positività dentro qualunque circostanza, uomini capaci di valorizzare ogni sincero tentativo di ricerca, e desiderosi di costruire con tutti il bene comune. E dentro quest’ottica il Meeting si propone anche una sfida: mettere in evidenza come il dialogo che nasce quando si dá spazio all’anelito di bene che nasce dal cuore dell’uomo, si riveli vincente nella storia degli uomini e del mondo. Non a caso si chiama Meeting per l’amicizia fra i popoli…

Daniela Colombo

This entry was posted in Rassegna Stampa. Bookmark the permalink.

Lascia un commento