Dove stiamo andando?

Rispondendo a degli amici sulla nuova proposta di legge riguardante le unioni civili…
“Grazie Raffaele perché sei sempre attento a quel che succede a Legnano e oltre.
Io penso che non possiamo opporci ideologicamente a ció che da qui in avanti avverrá nella societá e nella politica.
Sto leggendo il libro sulla vita di don Giussani. Lo consiglio anche a chi non é di CL come me perché é un vero e proprio incontro con una persona di una statura umana impressionante.
Parlando della passione ecumenica di don Giussani sorta negli anni cinquanta e portata avanti tutta la vita, c’é un pezzo che riporto. <<Alla fine degli anni novanta (Giussani) indicherá con la parola “ecumenismo” la natura dello sguardo cristiano verso ogni cosa e la chiave di volta dello sviluppo culturale che nasce dall’avvenimento di Cristo riconosciuto:”L’ecumenismo non é allora una tolleranza generica che puó lasciare ancora estraneo l’altro, ma é un amore alla veritá che é presente, fosse anche per un frammento, in chiunque. Ogni volta che il cristiano incontra una realtá nuova l’abborda positivamente, perché essa ha qualche riverbero di Cristo, qualche riverbero di verità”. Per Giussani la certezza della propria esperienza é ció che fonda l’apertura a tutto ció che incontra: “E la persuasione che la veritá é in me, é con me, mi rende estremamente positivo davanti a tutto: non equivoco, ma positivo. Se c’é un millesimo di veritá in una cosa, lo affermo”>>.
Il problema quindi non é di opporsi ideologicamente a tutte le nuove istanze emergenti (sará sempre peggio andando avanti…) e di fare muro contro muro con chi le porta avanti. I tempi cambiano continuamente, ma il cuore dell’uomo rimane sempre quello, con tutte le esigenze della natura umana come Dio l’ha creata. Allora il nostro lavoro anche nella politica come nella vita é di approfondire sempre di piú la nostra natura umana ascoltando le esigenze piú profonde che ci costituiscono come uomini e di cercare continuamente con le persone che incontriamo un punto di incontro su questo. Per farlo dobbiamo essere certi noi, altrimenti, anziché cercare punti di incontro, saremo noi ad essere fagocitati dalla mentalitá comune.
Mettetelo sul fronte politico: come facciamo a sapere cosa sia bene per le persone e quali obiettivi perseguire con le nostre azioni se non sappiamo neppure cosa costituisce noi? Se non sappiamo noi che cammino vogliamo fare e dove vogliamo arrivare come facciamo a proporlo agli altri? Se non siamo certi noi non riusciremo a perseguire il bene comune, ma continueremo a fare la politica di basso cabotaggio che vediamo di questi tempi e che tanto ci fa arrabbiare. Non é che la politica é “altro” e non é staccata dal resto della nostra vita…
Tanti politici parlano della “questione morale”, ma su cosa si fonda? Cosa propongono?
Credo che in questo punto della storia del NCD il lavoro da fare sia molto piú culturale che strettamente politico. Cominciamo a porci il problema almeno noi a livello locale, altrimenti il nostro ritrovarci, finito l’input delle elezioni europee, sará sempre piú “vuoto” e le prossime sfide elettorali e non ci troveranno ancora cosí, impreparati.
Ovviamente il mio vuole essere solo uno spunto di riflessione. Io sono cristiana….ma anche ecumenica :-)))
Ciao a tutti.

Daniela”

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