194 GRAZIE! ORA APPOGGIO ALBERTO CENTINAIO

Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno dimostrato grande stima nei confronti delle due liste, Alternativa Popolare e Giovani Popolari, che hanno sostenuto Luciano Guidi candidato sindaco e accordato a me così tante preferenze: ben 194, un risultato di tutto rispetto se rapportato alla percentuale ottenuta complessivamente dalla mia lista.

Insieme a Luciano Guidi, col quale ho condiviso questi ultimi cinque anni di presenza all’interno del consiglio comunale come gruppo di minoranza, ho svolto una opposizione responsabile e ho il più  possibile condiviso con la maggioranza le grandi decisioni nell’esclusivo interesse di Legnano e dei suoi cittadini. Con i vertici del nostro partito prima dell’inizio della campagna elettorale abbiamo fatto una riflessione attenta e approfondita in vista di possibili alleanze; non abbiamo mai fatto mistero delle nostre divergenze di vedute in merito. Credo che questo sia positivo, segno che aderiamo ad un partito che considera il dialogo interno un valore aggiunto e non un’obiezione, aspetto non facilmente riscontrabile tra le varie aggregazioni politiche in circolazione, cosa che fa onore a noi e ai nostri coordinatori a vario livello.

Abbiamo perciò deciso come partito di intraprendere un nostro percorso al di fuori della coalizione di centrodestra, nostra storica collocazione, in sintonia con la linea adottata a livello nazionale da Alternativa Popolare; inoltre non ci sono state le condizioni politiche per poter condividere un cammino comune all’interno del centrodestra, né una seria volontà di cambiamento e discontinuità col passato. Anche nel programma elettorale che ne è conseguito abbiamo voluto riaffermare con chiarezza i contenuti moderati e i valori che hanno sempre fatto parte della nostra storia politica e che maggiormente caratterizzano la nostra azione.

È stata una campagna elettorale entusiasmante, vissuta con tante persone che hanno deciso di condividere il nostro programma e la nostra scelta coraggiosa di correre da soli; ci si è contagiati reciprocamente, giovani e meno giovani, mettendo insieme idee nuove ed esperienza e producendo un mix davvero interessante che costituisce una buona base per continuare il cammino comune.

Ora però è il momento di operare una scelta. La diversità di sensibilità e di giudizio su chi più meriti di guidare la nostra città sono emerse non solo tra me e Luciano, ma anche all’interno del nostro gruppo di candidati e simpatizzanti; perciò, nel rispetto di tutti, abbiamo condiviso la decisione di lasciare libertà di scelta sul candidato.

La mia personale non è ovviamente basata su giudizi che riguardano le persone dei due candidati in ballottaggio che godono entrambi della mia stima. Ciò che orienta la mia scelta sono contenuti concreti di programma che fanno intravvedere una possibilità di apertura ad un lavoro condiviso, finalizzato alla tutela del bene comune nell’interesse esclusivo della città, che possa superare la logica della contrapposizione tra schieramenti fine a se stessa nella quale non ho mai creduto. Credo di averlo dimostrato concretamente nell’azione politica svolta negli ultimi dieci anni al servizio della mia città in consiglio comunale, in maggioranza prima ed in minoranza poi.

Viviamo un tempo in cui si presentano sempre di più problematiche difficili e complesse che richiedono soluzioni pragmatiche e non ideologiche e il più possibile condivise nell’interesse di tutti. Anche Legnano non si sottrae a questa situazione, perciò credo che sia in questa direzione che chi amministrerà la città dovrà operare.

Quanto a me, sono da sempre una persona impegnata nel sociale, moderata nei contenuti, nelle azioni e nei toni, in politica come nella vita. Nel mio operare sia in ambito sociale che politico mi sono sempre ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e mi sono sempre adoperata per il perseguimento del bene comune, nelle parole e nei fatti. La prima coerenza verso me stessa e la mia storia politica e umana e verso coloro che mi hanno accordato la preferenza anche in queste elezioni, credo sia quella di tenere fede a questo mio modo di essere e di operare anche se non più come parte  attiva nel consiglio comunale di Legnano. È in questa direzione che continuerò ad impegnarmi e ad operare come ho sempre fatto.

In coerenza con tutte le ragioni che ho esposto, ho deciso di accordare la mia preferenza ad Alberto Centinaio.

Nella vita come in politica ci ho sempre messo la faccia in prima persona e non mi sono mai sottratta ai giudizi che ne sono conseguiti. Lo sto facendo anche in questo momento.

Colgo l’occasione per invitare coloro che hanno disertato le urne al primo turno, percentuale purtroppo alta, di andare a votare domenica 25 giugno. Si parla del futuro della propria città. Ognuno può avere la propria opinione, gli è chiesto solo di esprimerla responsabilmente operando una scelta. Non ci si può sempre e solo lamentare poi di quel che non si è scelto quando se ne aveva la possibilità.

Buon voto a tutti.

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Il sistema proporzionale: legge elettorale dannosa. Il pensiero di Angelo Panebianco. Come non condividere?

Il cosiddetto modello tedesco potrebbe portarci in pochi anni alla dissoluzione della democrazia: aumenteranno la frammentazione e il rischio instabilità

disegno di Emanuele Lamedica

Chissà se i deputati che fra non molto voteranno in Aula la legge elettorale soprannominata «il modello tedesco» (niente più latinorum?), avranno la consapevolezza di partecipare a una seduta storica? Potrebbe prendere il via un gioco di azioni e reazioni tale da provocare, in pochi anni, la dissoluzione della democrazia. I più superficiali dicono che siccome abbiamo vissuto di proporzionale per cinquant’anni, possiamo farlo per altri cinquanta. Peccato che manchino entrambe le condizioni che resero allora possibile la democrazia proporzionalistica. Mancano partiti politici forti e socialmente radicati e una collocazione internazionale resa ultra-stabile dalla Guerra fredda e dalla politica dei blocchi. Senza contare che nell’ultima parte di quel cinquantennio, in un periodo di pace, accumulammo un debito pubblico superiore a quello che si ritrovano certi Paesi al termine di guerre devastanti. Come ha detto Walter Veltroni nella bella intervista rilasciata a questo giornale il 2 giugno, con la proporzionale aumenterà la frammentazione e si rischierà l’instabilità totale. Inoltre, l’impossibilità dell’alternanza e gli accordi di governo fatti dopo le elezioni rafforzeranno l’ostilità che tanti italiani già nutrono per la democrazia rappresentativa.

Chi scrive non si è mai unito in passato al coro, sguaiato e tristo, degli antiberlusconiani viscerali, un tempo numerosissimi. Per questo ora posso permettermi di dire che le responsabilità di Berlusconi, in questa fase, sono gravi. Ha cominciato con il voltafaccia sul referendum costituzionale. Egli aveva anche buone ragioni nel suo contenzioso con Renzi. Ma il risultato è stato disastroso. Probabilmente il «sì» avrebbe perso ugualmente. Ma, forse, avrebbe perso di misura, non con un «cappotto» che ha messo per sempre la parola fine sulla possibilità di una riforma costituzionale. È davvero così soddisfatto Berlusconi di avere contribuito a rendere per sempre intoccabile la «Costituzione più bella del mondo»? Ha poi continuato sostenendo a spada tratta il sistema proporzionale (e fornendo così l’alibi più autorevole a un Parlamento composto da persone che non chiedono altro). Con il maggioritario avrebbe costretto la Lega a ridurre il tasso di estremismo. Soprattutto, centrosinistra e centrodestra avrebbero potuto ricostituire (come a Milano) un assetto bipolare, mettendo fuori gioco i 5Stelle. Se è la paura dei 5Stelle al governo che ha dettato l’agenda di Berlusconi, egli sappia che nulla meglio della proporzionale servirà a gettare il Paese in grembo a quel movimento. Ve ne accorgerete quando, dopo le elezioni, scoprirete che non ci sono maggioranze stabili possibili e che l’ingovernabilità gonfierà ulteriormente i consensi dei 5Stelle. La proporzionale non è in grado di fermare i partiti antisistema. Anzi, consentendo loro di non stringere alleanze preelettorali, esalta, agli occhi degli elettori, la loro purezza, la loro indisponibilità a compromessi. Non fu la proporzionale a fermare il Pci durante la cosiddetta Prima repubblica: fu la Guerra fredda.

Il movimento 5Stelle è rappresentativo di una parte (a quanto pare, assai ampia) del Paese, desiderosa di prendere congedo dalla modernità. I 5Stelle tirano quotidiane bordate contro i suoi fondamenti: la scienza, la democrazia rappresentativa, l’economia di mercato. Vogliamo limitarci a dire che non sono attrezzati per governare una società industriale complessa? Si noti che nemmeno i loro potenziali alleati, ossia le parti più politicizzate della magistratura, sia ordinaria che amministrativa, possiedono le competenze per un simile governo. Nel caso dei magistrati ordinari politicizzati, una «visione del mondo» incapace di interpretare la realtà se non attraverso il filtro del diritto penale, l’incomprensione — che caratterizza tanti di loro — delle esigenze di un’economia di mercato, e, infine, la loro tendenza a pensare (al pari di certi giudici costituzionali) che la discrezionalità politica sia incostituzionale o in odor di reato, rendono i loro atteggiamenti poco compatibili con la democrazia liberale. È su questo comune terreno che essi possono trovare una stabile intesa con i 5Stelle. Ci sono poi certi settori della magistratura amministrativa, quelli la cui ragion d’essere consiste nella difesa a oltranza del pubblico impiego, dei suoi privilegi, e delle sue storiche arretratezze e inefficienze. Non è un caso che i 5Stelle abbiano applaudito la sentenza del Tar del Lazio sui direttori dei musei.

Un’alleanza 5Stelle/magistrature (una parte di esse) sarebbe fortissima. Chi vi si opponesse lo farebbe a suo rischio e pericolo. L’incompetenza non sarebbe sufficiente a metterla fuori gioco in breve tempo. I regimi populisti (vedi il caso del presidente Maduro in Venezuela) sono capaci di durare a lungo. Usando anche massicci trasferimenti di reddito e regalie al pubblico impiego a scapito dei «ricchi», ossia del settore privato. Inoltre, un «nemico» (l’oligarchia, la casta, i poteri forti) ai cui complotti attribuire le difficoltà del governare, e i connessi disastri, si trova sempre. Aiuterebbe anche il cambiamento di collocazione internazionale: allentamento dei legami con l’Europa, sostituzione dell’influenza americana con quella russa.

Come definirebbero gli storici futuri un simile regime? Forse, come una democrazia giudiziaria (una forma inedita di autoritarismo) condita con molta — assai più antica — salsa latinoamericana (un misto di peronismo argentino, aprismo peruviano, chavismo venezuelano).

Aggiungo una notazione. Per pudore se ne parla poco ma c’è un’economia che cresce, e molto, al Nord, e un’economia stagnante al Sud. La forbice fra Nord e Sud, in questi anni, si è divaricata ulteriormente. Solo istituzioni solide capaci di ridurre la frammentazione politica e favorire la governabilità potrebbero consentire alla democrazia di assorbire le tensioni generate da questa accresciuta divisione.

Quando si dice che la politica sia l’arte del possibile si intende dire che i politici hanno sempre un orizzonte limitato, ossia che chi fa politica è costretto a tener conto solo del proprio interesse a breve termine. Di solito è così e i moralismi in merito sono inutili e noiosi. Ma ci sono anche particolari frangenti storici in cui un politico di razza capisce che il proprio interesse a breve potrebbe scontrarsi con l’interesse a medio termine di tutti, lui compreso (ribadisco: lui compreso), e ne tiene conto. Sarebbe utile capire se in giro è rimasto qualche politico di razza.

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Elezioni amministrative, votare di pancia o di testa? Ci aiuta l’editoriale di Vittadini.

Amministrative, talebani nostrani

L’Italia è ormai dipinta come un paese in nero dove nulla funziona e tutti fanni i furbi. E allora meglio votare di pancia. In realtà non è vero, ecco perché. GIORGIO VITTADINI

Foto LaPresse

Sabato mattina. Un amico manda un messaggio ad una chat comune con contenuti apocalittici, più o meno questi: siamo in balia di ondate di disperati senza controllo e i politici sono approfittatori inutili che vivono alle spalle di tutti. Eppure è persona per niente sprovveduta, sa bene che la realtà è sempre complessa e che l’emotività è cattiva consigliera, va e viene e prima o poi prescinde dal dato di realtà.

Mi chiedo cosa stia succedendo. Sulla rete, soprattutto nelle enclave chiuse dove ci si galvanizza tra persone che la pensano allo stesso modo, se ne sentono di tutti i colori. Il massimo del minimo lo si raggiunse quando qualcuno, pubblicamente, disse che bisognava votare con la pancia, non con la testa. D’altra parte, è anche vero che, anche se in maniera più silente, un mare di persone sa esprimere il suo disappunto in modo più utile e costruttivo. Comunque, non posso fare a meno di pormi una domanda: senza un po’ di fiducia dove si arriverà?

Ad un certo punto si è cominciato a dipingere un paese senza chiaroscuri, ma solo in nero: la scuola fa tutta schifo e l’università è solo luogo di baronaggio e nepotismo; le grandi imprese pubbliche rimaste sono corrotte; le piccole imprese tutte da rottamare; le non profit e le Ong luogo di malaffare; i dipendenti pubblici, tutti fannulloni; il Sud è solo mafia; gli immigrati sono terroristi o portatori di salvezza senza distinzioni; l’Europa è l’unica origine dei nostri mali oppure entità a cui vendersi senza discutere.

In molti casi si prende spunto da fatti reali, ma la narrazione sancisce quanto la nostra sia una democrazia immatura, se non ammalata, perché si è smarrita la capacità di distinguere, di ragionare, di approfondire, di essere puntuali e non banali, di criticare con il fioretto anziché con la clava.

In sostanza, si è ereditato non il meglio delle ideologie del secolo scorso, ma il peggio: discredito, maldicenza, “tanto peggio tanto meglio”.

Questa non vuole essere la difesa d’ufficio di ciò che non funziona nel nostro Paese. E negare che ci sono problemi sarebbe un’assurdità.

Ma bisogna essere consapevoli che c’è un modo di trattare i problemi che impedisce di affrontarli e contribuisce ad affossarci sempre più.

Il problema è grave, tanto più perché tra pochi giorni molte città saranno chiamate alle urne per eleggere i rappresentanti delle amministrazioni locali. Anche un’analisi accurata di programmi e persone, come potrà aiutare a scegliere un candidato, se “tanto sono tutti uguali” e niente cambierà?

Anche programmi e idee che sulla carta appaiono validi, come possono essere portati avanti se sono usati come una clava per prendere le distanze da qualcuno?

Insomma, il punto è: la vita, la realtà, è solo qualcosa da cui difendersi?

C’è una strada alternativa per scegliere ed impegnarsi?

La situazione è tutt’altro che semplice, e la sfiducia è comprensibile, e forse dico una banalità se faccio notare che girando l’Italia, incontrando persone e conoscendo iniziative, si scopre che la realtà è molto più variegata di quanto sembri e che è possibile ricominciare perché c’è molto di buono da cui partire. Non penso a numeri e statistiche, ma a quello che ho avuto modo di vedere e sentire.

Tante scuole si stanno rinnovando per essere più efficaci nell’introdurre i ragazzi nel mondo del lavoro, le università italiane garantiscono ancora un’ottima preparazione, tante aziende pubbliche e private sono delle eccellenze, moltissime piccole e medie imprese private hanno svoltato e aumentano dimensioni e fatturato. Ci sono coraggiose non profit e Ong che ogni giorno ridanno speranza a un mare di bisognosi.

Perché non si può muoversi e decidere in base all’esistenza di questi fatti esistono? Perché vecchi e nuovi partiti, rinunciando a tribuni di plastica e a inganni populisti, non si fanno interpreti e portavoce di questi fatti sostenendoli e incrementandoli?

Il vero problema allora sta tutto nel riprendere coscienza di sé, del nostro personale desiderio di contribuire al bene comune, di servirlo, con gratuità. Sembra una pia illusione. Eppure è lo spirito che, pur tra tanti errori e contraddizioni, ha costruito il nostro Paese lungo tutta la sua storia. Senza questo spirito, rimangono, appunto, solo errori e contraddizioni.

Se tornerà a diffondersi questo spirito di libertà, di rischio e di fiducia, potremo tornare a vedere anche la costruzione di nuove opere. E “pubblico” tornerà a significare “teso al bene comune”, e di esso faranno parte sia realtà statali che private. In quel partenariato che è il vero futuro soprattutto per le amministrazioni locali.

Così, forse si riuscirà a riscoprire che ogni “altro”, sincero e vero, è una risorsa per tutti, come raccontava Luciano Violante a proposito di un episodio emblematico a cui aveva assistito in Parlamento. Mentre un politico parlava, veniva interrotto e insultato da un parlamentare di un altro partito. Ad un certo punto il suo capogruppo si è avvicinato e gli ha detto: quando la sessione finisce tu vai, ti scusi e gli offri un caffè e instauri un dialogo con lui perché con questa persona devi imparare a lavorare.

Sono passati i giorni della ricorrenza della strage di Capaci, ma è utile ricordare uno dei moniti più importanti di Giovanni Falcone: “la cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, ma l’anticamera del khomeinismo”.

Il buio che avanza è quello che prende possesso dei nostri cuori e delle nostre menti.

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I motivi di un impegno, lettera aperta

Caro amico/a,

come saprai l’11 giugno prossimo i cittadini di Legnano saranno chiamati a votare per la scelta del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale.

Ho deciso di rimettermi in gioco per la terza volta perché ho ancora la voglia e l’entusiasmo di coinvolgermi nell’amministrazione della cittá e di accettare la sfida di impegnarmi nella politica locale in un tempo in cui l’antipolitica la fa sempre piú da padrona e le persone sono sempre più disinteressate non solo a coinvolgersi direttamente, ma anche semplicemente ad esprimere il loro voto. Il percorso fatto nella campagna elettorale per le Elezioni Europee del 2014 ha arricchito il mio bagaglio di conoscenze e di esperienza umana e politica ed ha avuto un grande riscontro in termini di consensi. Le oltre 18.000 preferenze personali ottenute ne sono una testimonianza.

In tutti questi anni il mio impegno ed il mio lavoro per una buona amministrazione di Legnano non sono mai venuti meno; la mia azione, sia in maggioranza che in minoranza, é sempre stata finalizzata alla tutela del bene comune e dell’interesse della città sulla base dei contenuti concreti proposti in consiglio comunale e non sulla logica della contrapposizione tra schieramenti fine a se stessa. Mario Brambilla, un amico che ha seguito la mia esperienza in questi anni, questa volta ha deciso di coinvolgersi in prima persona ed insieme siamo candidati nella lista di Alternativa Popolare (ex NCD) che sostiene Luciano Guidi come candidato sindaco.

Abbiamo deciso come partito di intraprendere un nostro percorso al di fuori della coalizione di centro destra perché non ci sono state le condizioni politiche per poter condividere un cammino comune come in passato. La deriva populista che il centro destra  ha progressivamente assunto non ci ha permesso di condividere linee programmatiche comuni. Nel programma abbiamo voluto riaffermare con chiarezza i valori che maggiormente caratterizzano la nostra azione, il primato della persona, la difesa della famiglia, la sussidiarietà, l’accoglienza, la difesa delle PMI.

Per raggiungere un buon risultato elettorale che ci consenta di entrare in consiglio comunale ci serve anche la tua collaborazione. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma abbiamo bisogno del tuo voto di preferenza e la tua disponibilità a proporci ad altre persone con le quali hai dei contatti (parenti, amici, conoscenti, colleghi di lavoro…) e che attraverso di te possano conoscere anche noi dandoci fiducia.

Non voti a Legnano? Non fa nulla, puoi aiutarci comunque proponendoci.

Ti chiediamo di trovare persone che, fidandosi di te, diano fiducia anche a noi.

Questa volta è possibile esprimere due preferenze, a patto che i candidati siano una donna e un uomo della stessa lista, pertanto esprimendo il tuo voto potrai dare la preferenza ad entrambi. Ti alleghiamo perciò i nostri santini in formato PDF che già riportano entrambi i nostri nominativi e che potrai utilizzare per proporci a chi riterrai opportuno.

È vero, la faccia ce la mettiamo noi, ma senza il tuo aiuto questa avventura non avrebbe lo stesso “sapore”.

Grazie del tuo aiuto.

Un caro saluto.

Daniela Colombo e Mario Brambilla

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Intervento di presentazione liste e programma amm.ve 2017

Come sono nate

Le liste, Alternativa Popolare e Giovani Popolari, sono composte di persone che si sono avvicinate a noi in questi anni e che hanno seguito il lavoro fatto da me e  Luciano in consiglio comunale , qualcuno da più tempo e qualcun altro da meno, e che ci stimano come persone. E’ fatta anche di persone che abbiamo coinvolto in tempi più recenti, ma che hanno apprezzato il progetto che abbiamo proposto loro e che hanno deciso di coinvolgersi direttamente “mettendoci la faccia”, come si è soliti dire.  Alcune conoscevano solo Luciano, altre solo me, ma da subito si è instaurato un clima positivo, di simpatia e rispetto reciproco che si è subito tramutato in solidarietà e collaborazione e ha dato vita a una vivace voglia di fare, di costruire.

Direi che queste persone incarnano bene  il motto col quale è stato presentato il nuovo nome del nostro partito il 18 marzo scorso a Roma ,“IL CORAGGIO DI COSTRUIRE. INSIEME”, perché decidere di mettersi  in gioco per contribuire positivamente a costruire, insieme, un futuro per la propria città e per coloro che ci abitano, ci lavorano o semplicemente ci vengono per i più svariati motivi, richiede veramente coraggio in un tempo in cui la tendenza di gran parte delle persone è quella di non coinvolgersi mai direttamente, ma di criticare sempre tutto e tutti,  tranquillamente seduti sul divano di casa propria. Se già il coinvolgersi in un lavoro a vantaggio del bene comune richiede coraggio, ci vuole ancora più coraggio a farlo sotto il simbolo di un partito in un tempo in cui l’antipolitica la fa da padrone e dove utilizzare un simbolo di partito sembra un atto anacronistico e quasi da untori, come se si appestasse chissà cosa……..

Ma un partito non è questo. Un partito, nella nostra concezione, è ancora una fucina di idee, di proposte, di progetti messi in gioco nell’interesse di tutti, ma portati avanti in nome di una visione della realtà che si colloca in un alveo di pensiero ben preciso.

Queste persone sono persone comuni, normali, che svolgono professioni diverse,  appartenenti a varie fasce d’età, con interessi diversi, ma tutte accomunate dalla voglia di mettersi in gioco per la propria città. Sono persone che per professione o per capacità di relazione loro proprie sono abituate a stare con la gente, ad ascoltarne i pensieri, i bisogni, le esigenze, le aspirazioni così come le lagnanze. Sono persone che proprio per questa capacità di ascolto hanno deciso di essere propositivie e ci hanno aiutato a stendere il programma andremo ad illustrare.

Note al programma

Come ho accennato in precedenza presentando la lista, il nostro programma è nato dai contributi di tutti noi candidati e di altri che, pur non essendo candidati, hanno voluto partecipare alla sua stesura. Abbiamo cercato di tradurre le varie istanze che sentiamo emergere dal tessuto sociale ed economico cittadino con cui quotidianamente veniamo in contatto e di cui ciascuno di noi si è fatto tramite, in azioni concrete.

Questo nostro programma potrà sembrare semplice, persino ovvio in certe proposte, ma l’esperienza che io e Luciano abbiamo avuto modo di fare in questi anni in consiglio, prima in maggioranza e poi in minoranza (esperienza che io mi sento di definire “fortunata”, perchè vedere le cose da differenti angolazioni ti fa capire molto di come si amministra una città, fa essere meno presuntuosi, fa avere più chiaro lo scopo di tanta fatica e tanto impegno – …. perché la fatica e l’impegno del consigliere, se fatto come si deve, è grande…-, scopo che non è altro che il mettersi a disposizione del bene comune su qualsiasi lato della barricata ti trovi, scopo grazie al quale capisci che le diverse posizioni che portano a votare sì o no dovrebbero essere dettate da visioni diverse di una stessa azione di governo e non da pregiudizi che spesso, anziché fare il bene dei cittadini producono l’effetto opposto). Noi in questi anni abbiamo cercato di fare questo.

Questa esperienza, dicevo, ci ha portato a capire che i programmi e le azioni che si intraprendono per realizzarlo spesso perdono di vista la realtà per incidere sulla quale vengono posti in essere e fanno perdere di vista anche la concretezza necessaria che serve per poi realizzare quello che si propone, soprattutto quando ci si fa prendere la mano dalla campagna elettorale.

Questo non significa volare basso, anzi, tutt’altro. Legnano ha bisogno di grandi progetti per assumere un ruolo essenziale all’interno sia della città metropolitana che dell’Altomilanese; una progettualità di questo tipo negli ultimi anni è molto scemata, e questo a nostro parere non solo per mancanza di risorse economiche.

Legnano quindi ha bisogno di progetti a lungo termine che non è detto che verranno realizzati da chi li ha ideati e proposti, ma ha bisogno anche di estrema concretezza, ha bisogno di guardare ai problemi ordinari (come le buche nelle strade, i cestini per i rifiuti, le manutenzioni ordinarie, in centro come nelle periferie) che possono e devono essere risolti in tempi brevi. Come ha detto uno dei nostri ragazzi in una battuta “Straordinari nell’ordinario”. Ha bisogno anche di ascoltare le istanze che provengono dal basso, da chi la città la vive nel quotidiano, la ama e ci vive bene, nonostante tutto, per cui la vorrebbe sempre più fruibile e al meglio.  Ha bisogno di valorizzare, implementare, facilitare chi già si impegna per rendere migliori i servizi, la convivenza, gli svaghi in una logica sussidiaria.

Abbiamo cercato di tradurre tutto questo nel nostro programma che, come qualcuno ci ha fatto notare, non sarà un monumento di “organicità strutturale”, ma che dice molto di noi. Infatti noi non siamo politici professionisti, ma operai della politica. Per questo abbiamo voluto mettere a commento del programma questa frase alla quale io sono molto affezionata e che anche gli altri hanno condiviso “Questi in realtà, sono pensieri d’ogni uomo in ogni epoca e ogni luogo, non nascono con me: / se non son vostri quanto miei non sono niente” (Walt Whitman)

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Elezioni 2017 Presentazione lista Alternativa Popolare

da LegnanoNews

«Non vogliamo vendere fumo», così ha presentato il suo programma elettoraleLuciano Guidi, candidato sindaco per Alternativa Popolare Legnano e Giovani Popolari. Chiaro il riferimento a chi «cinque anni fa aveva promesso il parcheggio gratis all’ospedale, ma poi non ha fatto nulla». Nei programmi elettorali ci si aspetta sempre grandi idee in vista di cambiamenti che ogni cittadino vuole vedere con il cambio di amministrazione: «Alcuni punti potrebbero sembrare semplici e persino ovvi– ha sottolineato Daniela Colombo braccio destro di Guidi, e capolista di Alternativa Popolare – ma la nostra esperienza ci ha portato a capire che nei programmi spesso si perde di vista la realtà e la concretezza necessaria. Vogliamo dare risposte a quei problemi da risolvere in tempi brevi».

Punto cardine la famiglia, dove si intende guardare a tutto il ciclo della vita, dal bambino che va all’asilo nido a chi vede avvicinarsi il momento della morte. Grande attenzione poi alle disabilità e alle categorie più fragili. Diverse le proposte come l’introduzione di un quoziente familiare per imposte comunali e tariffe di servizi, favorire l’accesso al bene-casa per le nuove famiglie, incentivare e implementare l’accordo territoriale di Legnano su welfare e conciliazione nelle PMI.

Come per gli altri candidati, anche per Guidi il lavoro è fondamentale per costruire un programma che i cittadini possano apprezzare, così come la mobilità sostenibile per creare piste ciclabili «che non si concludano in un muro, ma uniscano ogni parte della città». Sfogliando il programma inoltre, non poteva che esserci uno sguardo verso il commercio, dove viene prevista la creazione di un distretto urbano di commercio, l’istituzione di una consulta permanente del commercio di vicinato e l’attuazione di una partnership con le associazioni di categoria.

Spazio anche a Cultura e Palio: «Dobbiamo recuperare la cultura a livello internazionale, negli ultimi 5 anni c’è stato un calo di stile. Le contrade sono una ricchezza, che non si può esaurire nel mese di maggio, perchè le contrade aggregano. Per quanto riguarda l’arena mobile noi guardiamo la proposta con interesse, valutando ovviamente le disponibilità economiche, ma se l’economia gira, i soldi ci sono».

Temi caldi per le due liste anchela sicurezza in città dove «è necessario coniugare integrazione e legalità, superando i pregiudizi, senza essere però i buonisti senza proposte», oltre all‘ubanisticacon una attenzione particolare a strutture abbandonate come l’ex Manifattura dove portare la biblioteca o l’ex Tribunale dove collocare tutti gli uffici sparsi per la città, creando «un secondo pezzo di Palazzo Malinverni per semplificare la vita dei cittadini». E nell’area Franco Tosi? «Sarebbe auspicabile pensare proprio lì un polo tecnologico come sede di incubatore di start up della robotica in ambito biomedicale».

«Non ci siamo nascosti dietro liste civiche, ma abbiamo avuto tutti noi il coraggio di presentarci con un simbolo di partito» ha commentato Guidi prima di presentare ad uno ad uno i componenti delle due liste che lo sostengono. Una lista, Alternativa Popolare Legnano, di uomini e donne impegnate in diversi ambiti professionali,mentre i Giovani Popolari per Guidi, dove i più giovani hanno 21 anni, racchiudono studenti universitari e impiegati in varie aziende

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Pinocchio e i suoi amici

In questi giorni sta girando in maniera “virale” tra le associazioni legnanesi – in realtá non tutte, ma solo tra quelle selezionate con cura – un opuscolo costituito da ben 58 slide dal titolo “Legnano che cambia. Fatti, risultati e progetti realizzati dalla giunta del sindaco A. Centinaio nei corso dei primi due anni e mezzo di governo della cittá”.
Gira via e-mail. Se vi capita casualmente di ritrovarvelo nella casella di posta elettronica occhio a scaricarlo; é talmente pesante che se non siete sotto copertura Wi-Fi rischiate di giocarvi tutto il credito di traffico internet di un intero mese,  con relativi costi aggiuntivi …e conseguenti imprecazioni.
É preceduto da una introduzione a firma del primo cittadino che precisa che nel “lavoro di rendicontazione” non sono state volutamente inserite le attività ordinarie e neppure “i numerosi progetti in cantiere”, ma solo i “nuovi progetti rilevanti che sono stati iniziati e conclusi e le nuove iniziative ufficialmente avviate e in pieno svolgimento”. Bontà sua (loro), altrimenti, per scaricare tutto, altro che il traffico internet di un mese…!
Non é nostra intenzione stare a fare polemiche puerili sulla effettiva paternità di quanto descritto nel “lavoro di rendicontazione”, anzi, apprezziamo il fatto che la nuova giunta abbia deciso di proseguire la maggior parte delle iniziative giá progettate, intraprese e finanziate dalle precedenti amministrazioni. Questo sta innegabilmente a dimostrare che tali iniziative erano e sono opportune e utili per Legnano e i suoi cittadini e perció meritevoli di essere continuate. Peró spacciarle per “progetti iniziati e conclusi” da questa giunta ci sembra, oltre che scorretto, intellettualmente poco onesto e poco, ma proprio poco, trasparente (ma come, la trasparenza, il cavallo di battaglia, trattato in questo modo…?!)
Qualche esempio in ordine di apparizione e non di importanza.
Il progetto di recupero delle fonderie ex Tosi? Risale all’amministrazione Vitali.
Ikea e Cromos? Le contestazioni furono iniziate dalla giunta Vitali. Questa amministrazione ha tergiversato a lungo prima di intraprendere le iniziative in corso (meglio tardi che mai….).
L’isola fluviale al Castello? Fu finanziata con un milione di euro dalla giunta Cozzi e il progetto fu iniziato e continuato dall’amministrazione Vitali.
Piattaforma ecologica, contratti agrari di Mazzafame e San Paolo, impianto di compostaggio, cablaggio cittá, gara ambito gas?  Amministrazione Vitali.
La bretella della SP 12 per il nuovo ospedale? Fu progettata e finanziata dall’amministrazione Vitali, come anche il progetto di riqualificazione del Sabotino (giá pronto e modificato almeno tre volte, ma purtroppo legato parzialmente a realizzazioni di privati). Che dire del Piano Generale del Traffico? Giá bello e pronto prima del 2012, e solo votato (con qualche piccolo emendamento, giusto per dire di averlo rimaneggiato) sotto la nuova amministrazione. Il centro cottura? Finanziato, progettato e iniziato da Vitali. La nuova amministrazione lo ha inaugurato. La riqualificazione del Castello e la destinazione di parte di esso a spazi espositivi? Inizió addirittura sotto la giunta Turri e fu continuata dalle giunte Cozzi e Vitali. Il progetto di riqualificazione del vecchio ospedale e l’Azienda speciale per i Servizi Sociali? Pure. La RSA di Mazzafame? Progettata da Cozzi, finanziata e assegnata da Vitali.
E che dire del nuovo Teatro? Acquistato e finanziato grazie anche alla donazione della generosa famiglia Tirinnanzi; l’allora minoranza, che oggi ci governa, ci massacró con critiche di ogni genere per averne intrapreso il restauro, salvo pavoneggiarsi ora dell’iniziativa organizzando anche visite guidate per mostrare alla stampa l’avanzamento dei lavori del teatro e preannunciandone l’inaugurazione entro il corrente anno!
In pratica, usando una metafora ciclistica, chi ci governa fa come il ciclista che “ciuccia” la ruota a chi ha tirato tutta la corsa e scatta solo all’ultimo momento tagliando il traguardo in volata e arrogandosi tutto il merito. La vittoria é sua – si fa per dire – ma sarebbe mai arrivato a concludere senza approfittarsi di chi ha fatto fatica al posto suo?
A questo punto anche la sciura Maria, legnanese, donna semplice e pragmatica, si pone la domanda: ma alura, chesti chi s’han fa fin a mó?!
In effetti, se sottraiamo dalla particolareggiata rendicontazione tutto quello che é stato appena elencato (sul capitolo Amga no comment; ci é stato detto che ci sta lavorando la magistratura, allora lasciamola lavorare, dato che tutti siamo interessati a sapere come stiano veramente le cose), restano il patto di coesione sociale, l’adesione a una miriade di patti e tavoli di lavoro, regolamenti di ogni genere, il registro delle unioni civili (dimenticato nella rendicontazione, forse perché, oltre che inutile, anche indigesto a parte della maggioranza), l’applicazione delle tasse al massimo delle aliquote previste (anche queste escluse dall’elenco confidando in un’amnesia collettiva da parte dei legnanesi che le hanno gradite quanto un cactus al posto del materasso), la perdita anche dell’ultimo presidio giudiziario costituito dall’Ufficio del Giudice di Pace (altra amnesia), il bilancio partecipativo (per il quale i termini di scadenza per la presentazione delle proposte da parte dei cittadini é stato spostato ben tre volte, dato che non ce n’erano), le cinque case dell’acqua, le “opere in Comune “nel periodo natalizio (gentilmente prestateci da terzi, salvo costo del restauro dell’opera di turno offerto dai cittadini legnanesi) e poco altro di rilevante importanza per una cittá come Legnano.
Insomma, siamo in presenza di una furba operazione di marketing condotta nel sottobosco, una sorta di vendita porta a porta lontana dai canali istituzionali (infatti ai consiglieri comunali non é stato certo inviato….). Peccato che ció che si “vende” per la maggior parte non sia “Made in Centinaio”.
Legnano sta cambiando, questo é vero, se in peggio o in meglio il giudizio spetta ai cittadini. Quel che é altrettanto vero é che i commenti che si sentono girando per la cittá non sono molto lusinghieri, che l’indice di gradimento di questa amministrazione é in costante calo e questo opuscolo sembra un tentativo della stessa di rifarsi il look. Peccato peró sia mal riuscito.
Infatti le bugie hanno le gambe corte e molto spesso anche il naso lungo.

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A proposito di tasse, a Legnano approccio emblematico

Quando anche gli elefanti volano…

Apprezzo la buona volontá dell’assessore Luminari e la pervicacia che ci mette nel continuare a spiegare la bontá delle scelte operate dall’amministrazione che rappresenta, ma mi fa tenerezza perché sembra uno che sta nelle sabbie mobili e piú si affanna per uscirne dando spiegazioni, piú ci si impantana.
Purtroppo i dati di fatto gli danno torto e se i cittadini si lamentano non é che lo fanno per sport o perché non sono mai contenti e si divertono a rompere le scatole a chi li governa, ma perché quando devono mettere mano al portafoglio, non in senso figurato ma reale, si accorgono di come stanno realmente le cose.
Mi limito ad esaminare le prime quattro “giustificazioni”, perché almeno di quelle abbiamo potuto tutti prendere visione. Le altre basate su critiche arrivate via mail al Comune preferirei tralasciarle perché mi sembrano un po’ come quelle risposte date a certe interviste dove sei tu che scegli anche le domande per spostare l’attenzione su quel che vuoi tu e non su quello che veramente chi ti intervista vorrebbe sapere….insomma “te la canti e te le la suoni”….
Non mi voglio dilungare perché potrei anch’io fare “il punto per punto”, ma sarebbe di una noia mortale per chi legge. Mi voglio solo limitare a un paio di considerazioni da casalinga di Voghera, di una che dovendo far quadrare il bilancio famigliare i conti li fa con carta e penna, partendo da quanto entra effettivamente in casa.
Caro assessore Luminari, lei per giustificare il suo discorso considera dei redditi familiari di 35.000€ nel caso 1 e di 45.000€ nei casi 2 e 3. Ovviamente parliamo di lordo imponibile. Quindi nella cassa della povera casalinga non entra quella cifra, ma quella netta, giá “ripulita” dalle varie imposte e addizionali statali, regionali e comunali. A occhio e croce si parla di circa 26.000€ (caso1) e 34.000€ (casi 2 e 3). Questi soldi servono per: affitto/mutuo, spese condominiali, vitto e vestiario,spese auto (…che molto spesso non é un lusso ma serve per andare a lavorare, scarrozzare i figli e i genitori anziani…..perché mi ci vede lei con mia madre ottantunenne sul portapacchi della bicicletta?), ticket sanitari e spese farmaceutiche (giustamente, per non avere il “buco di bilancio” come in molte altre regioni, in Lombardia la sanitá si paga). Non inserisco volutamente gli extra perché quelli andrebbero alla voce “voluttuarie” e non “necessarie per campare”. Ora, se si é in due con due redditi, se stai un po’ attento con le spese e sei morigerato con le vacanze c’è la puoi fare. Se hai figli a carico oltre alle voci precedenti, ovviamente da maggiorare – é risaputo che i figli, pur non producendo reddito, vanno sfamati, vestiti e curati – devi aggiungere: libri, mensa scolastica, pre o post scuola, baby sitter (sí, perché anche nel caso fortunato in cui si possa usufruire di un posto al nido o alla scuola materna, quando sono malati i bimbi li devi tenere a casa e, dal momento che oltre ai genitori, spesso anche i nonni lavorano ancora grazie alla Fornero, qualcuno ci deve badare); aggiungerei anche qualche sport, qualche lezione per imparare uno strumento musicale e qualche ripetizione se il figlio ha qualche difficoltá a scuola, ma a questo punto si sconfinerebbe nel “voluttuario” (anche se ai figli, “pezz’ ‘e core”, non é che si possa sempre negare tutto….). Beh…..lascio alle persone di buon senso che leggono le conclusioni e il tirare le somme, nel senso concreto dell’espressione.

Noi pensiamo che le famiglie vadano sostenute costruendo una rete di servizi e di prestazioni che le sostengano nei momenti di difficoltà, le aiutino a fronteggiare le situazioni di fragilità, le alleggeriscano nel lavoro di cura dei componenti anziani e non autosufficienti, le facilitino nella conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita.

Lo riconosce? É scritto a pag 23 del programma elettorale del sindaco Centinaio e della coalizione di cui lei fa parte.
Ma come, fate affermazioni cosí roboanti, avete pensieri cosí nobili e poi nella concretezza del vostro amministrare quotidiano le famiglie le massacrate?! Sono le famose “balle elettorali”, promesse da marinaio di cui la gente si fida in campagna elettorale e che poi finiscono nel dimenticatoio perché le prioritá sono sempre altre?
Le famiglie, assessore Luminari, vanno difese nella concretezza e non coi proclami. E questo non lo dico solo a lei e alla sua parte, ma lo ricordo a tutti i politici, compresa me e la parte che rappresento.
Lei e la sua amministrazione, con l’uso delle detrazioni che le normativa sulla IUC (TASI, TARI e IMU) ha messo a disposizione dei comuni, avete fatto la vostra scelta, una scelta politica precisa – che lei ha anche piú volte confermato – cioé quella di non considerare assolutamente chi, nonostante tutte le condizioni avverse che questo nostro mondo moderno divenuto cosí assurdo e irragionevole, é cosí eroico da mettere al mondo dei figli in un paese con un tasso di natalitá tra i piú bassi del mondo (chissà come mai…?). Lo si vede anche dagli “esempi accademici” che lei continua a fare: il risparmio decresce con l’aumento dei figli, é un dato di fatto.
Ed é di questa scelta e di questa impostazione che bisogna prendere atto, perché non é che dicendo che quest’anno é cosí e il prossimo anno si vedrá le famiglie – quelle con figli, perché le altre che di figli non ne hanno si chiamano “coppie”-, che costituiscono il primo e piú proficuo ammortizzatore sociale, stanno piú tranquille…
Spero che lei sia veramente convinto di quel che dice e che le sue affermazioni siano  almeno in buona fede. Mi auguro che non lo faccia con la speranza e la convinzione di chi crede che il continuare a dire che tutto va bene anche quando non é cosí, possa in qualche modo cambiare il corso delle cose. Non é che dicendo continuamente che gli elefanti volano i simpatici pachidermi si mettano veramente a volare, ma soprattutto non é detto che la gente li debba per forza vedere mentre si librano nell’aria ……e che sia anche obbligata a farlo….
Dedicato ai legnanesi. “Se davanti a te vedi tutto grigio, sposta l’elefante” (proverbio indiano).

tratto da LegnanoNews http://www.legnanonews.com/news/5/41158/

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Punkreas e Rete Antifascista a Legnano da LegnanoNews

Punkreas: “Da Rete Antifascista una pubblicità ingannevole”

 

Continua a far chiacchierare il concerto di stasera dei Punkreas al centro sociale dei salici. In giornata, ecco le considerazioni di Daniela Colombo, consigliera comunale del NCD.


Ho letto attentamente tutto quanto é stato pubblicato sul concerto dei Punkreas.

Considerando esclusivamente i dati e i comunicati e riassumendoli un po’, mi permetto di porre solo alcune semplici domande ai soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda.

Alla Rete Antifascista Altomilanese.

Se voi stessi, nel comunicato pubblicato a chiarimento su questa testata, dite che il vostro evento si svolgerá “in via dei Salici su suolo stradale” e che lo stesso “non ha nulla a che vedere con il concerto dei Punkreas patrocinato dal Comune, che inizierà alle 21.30 e si terrà nell’area tra il Centro Sociale di Mazzafame e la fascia boscata retrostante”, come mai nel vostro manifesto, quello segnalato dall’attento lettore, pubblicizzate il concerto – con inizio alle ore 21- insieme al vostro evento che inizia alle 17.30 come se fosse vostro e si svolgesse al Centro Sociale Mazzafame di via dei Salici? Esattamente questo c’é scritto sul manifesto. La vostra pubblicitá é un tantino ingannevole, questo almeno lo dovete ammettere….

All’amministrazione comunale:

1. Se “Il concerto dei Punkreas è uno degli spettacoli che l’Amministrazione comunale ha organizzato nell’ambito della rassegna “Legnano d’Estate 2014” e pertanto ne rivendicate l’esclusiva paternità affermando che “ogni altro evento è da considerarsi estraneo e frutto di iniziative private”, come mai il concerto dei Punkreas inizia alle 21.30, ma il manifesto che pubblicizza l’evento – che é inserito anche nello spazio pubblicitario riservato (e credo anche pagato…) dal Comune di Legnano su questa testata – dá appuntamento al Salice Club, Via dei Salici 9 Legnano dalle 19.30?

2. Di solito, secondo le normative nazionali e i regolamenti comunali, per fare manifestazioni, eventi o altro che comportino occupazione di suolo pubblico servono non pochi permessi e autorizzazioni (oltre che come consigliere comunale lo so per esperienza diretta…), come mai pare che nessuno sappia nulla, tant’é che né gli uffici, né le forze dell’ordine pare fossero al corrente dell’evento di Rete Antifascista Altomilanese? I permessi saranno stati chiesti a qualche ufficio del Comune, quindi come facevate a non sapere nulla?

3. Il Comune di Legnano é un ente locale della Repubblica Italiana che – come recita l’art. 11 della Costituzione – “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Possono perció i rappresentanti di un’istituzione pubblica, dopo aver letto su di un manifesto che pubblicizza un evento che crea una confusione come quella che si é creata “Siamo solidali con la causa palestinese riconoscendoci uniti nei valori dell’antifascismo, dell’antinazismo e dell’antisionismo, denunciando i crimini che vengono commessi quotidianamente in Palestina dall’esercito occupante israeliano. FERMIAMO IL MASSACRO! BOICOTTIAMO ISRAELE! SOSTENIAMO LA RESISTENZA DEI PALESTINESI CHE LOTTANO PER LA LIBERAZIONE” non chiarire un po’ meglio tutta la vicenda e non prendere le distanze da una posizione posta in termini cosí forti (…e pericolosa), dando in tal modo l’impressione di prendere le difese di una parte a scapito di un’altra, una delle quali é, tra l’altro, uno Stato estero legalmente riconosciuto e col quale l’Italia intrattiene regolari relazioni diplomatiche?

Prendendo a prestito le parole pronunciate direttamente dal Signor Sindaco in consiglio comunale a proposito della esposizione e descrizione di un’altra vicenda: questi sono i dati, se poi si tratti di negligenza e trascuratezza o di malafede non mi é dato sapere, quindi ciascuno puó interpretare l’accaduto come vuole. In effetti sempre di dati oggettivi si tratta….

Che i Punkreas siano collegati alla Rete Antifascista non é un mistero per nessuno, dato che basta fare una semplice ricerca in rete e collegare i puntini come si fa coi giochini della Settimana Enigmistica per avere un’ immagine. Del resto la vicinanza alla musica ed ai testi dei Punkreasi ha portato Rete Antifascista Altomilanese a promuoverli anche sul volantino, “al quale loro hanno dato una adesione autonoma”. E su questo nulla da dire; ognuno é libero di pensarla come vuole.

Che peró l’espressione del proprio pensiero venga fatta in occasione di un evento “frutto di iniziative private” ma, consapevolmente o meno, a spese del Comune di Legnano a molti cittadini dà parecchio fastidio. Perció anch’io, come molti altri legnanesi mi aspetterei almeno di avere qualche chiarimento in piú di un pallida e stinfia “comunicazione di servizio”.

Grazie.

Daniela Colombo

Consigliere Comunale NCD – Legnano

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Meeting di Rimini da LegnanoNews

Meeting di Rimini: la testimonianza di Daniela Colombo

 

Per Daniela Colombo, ma anche per tanti altri legnanesi, l’annuale Meeting di Rimini è un appuntamento al quale diventa impossibile mancare. Come in passato, anche quest’anno la consigliera comunale del NCD è presente e ci offre una collaborazione per la quale ringraziamo con sincera gratitudine. Di seguito, il suo primo racconto sul significato del titolo di questa edizione, perché i titoli del Meeting non sono mai molto “semplici” e la stampa, normalmente, non assegna loro quella importanza che invece meritano. 


“Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo”, è il titolo della 35^ edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli che ogni anno si tiene a Rimini.

É per me un appuntamento consueto ed un evento importante, al quale anche quest’anno sono riuscita ad intervenire per qualche giorno.

Il periodo storico in cui ci troviamo è estremamente complesso; problemi irrisolti e nuove sfide riempiono l’orizzonte di ogni uomo. La crisi della cultura occidentale e l’evidente incapacità degli adulti di assumersi responsabilità e di educare, lo smarrimento del senso della vita e l’inquietante solitudine di tanti, l’insicurezza dell’economia globalizzata e lo spettro di nuove speculazioni finanziarie, la migrazione di interi popoli alla ricerca di un’ultima speranza, il futuro lavorativo incerto di milioni di giovani e meno giovani, il dramma di paesi alla ricerca della libertà, la violenza sofferta sempre più tragicamente dalle comunità cristiane nel mondo sono solo alcuni esempi.

Quello di quest’anno è quindi un Meeting dedicato all’uomo, al suo cuore, all’irriducibile desiderio di bene che lo costituisce e che non smette di gridare neppure nei contesti più difficili e contraddittori, come si puó vedere in questi tempi drammatici per le sorti del mondo. Vuole raccontare il potere del cuore, con le sue domande di felicitá, di giustizia, di amore e di bellezza, che permette all’uomo di vivere dentro il dramma, dentro le difficoltà delle “periferie umane”. Sí perché le periferie, come ha ricordato Papa Francesco, «non sono soltanto luoghi, ma anche e soprattutto persone. Non solo quelle geografiche, ma anche quelle esistenziali: quelle del mistero del peccato, del dolore, dell’ingiustizia, quelle dell’ignoranza e dell’assenza di fede, quelle del pensiero, quelle di ogni forma di miseria».

Il Meeting di quest’anno vuole mostrare proprio queste periferie, facendo incontrare a chi lo visiterà persone per le quali la realtà è innanzitutto qualcosa da guardare e da abbracciare e non da combattere, un misterioso “dato” da cui lasciarsi provocare, persone che, pur nelle loro diversità di culture e tradizioni, riconoscono che la realtà rappresenta un bene e che l’altro è un’occasione attraverso cui il destino non lascia solo l’uomo e si fa presente anche oggi, consentendogli di vivere un’esperienza di positività dentro qualunque circostanza, uomini capaci di valorizzare ogni sincero tentativo di ricerca, e desiderosi di costruire con tutti il bene comune. E dentro quest’ottica il Meeting si propone anche una sfida: mettere in evidenza come il dialogo che nasce quando si dá spazio all’anelito di bene che nasce dal cuore dell’uomo, si riveli vincente nella storia degli uomini e del mondo. Non a caso si chiama Meeting per l’amicizia fra i popoli…

Daniela Colombo

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